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Provincia di Pisa, risorse insufficienti per far fronte alla crescita degli alunni e delle alunne con disabilità

07-07-2023 15:31 - News
Un’immagine di Maria Antonietta Scognamiglio, conigliera della Provincia di Pisa con deleghe alla programmazione scolastica.
Cresce il numero degli alunni e delle alunne con disabilità della Provincia di Pisa, con un incremento del 22% negli ultimi quattro anni. Cresce in particolare nelle scuole superiori. Un dato positivo, che comporta una maggiore richiesta di servizi per l’inclusione scolastica, e dunque un aumento di spesa, al quale tuttavia non è corrisposto un adeguamento dei trasferimenti dai fondi nazionali e regionali. Per cui, a fronte di un fabbisogno di quasi 1,8 milioni a copertura tali servizi per le scuole superiori della Provincia, vi è una differenza con le somme corrisposte di oltre 500mila euro in meno.

È pari al 22% l’incremento registrato negli ultimi quattro anni (dal 2019 al 2023) del numero degli alunni e delle alunne con disabilità certificata frequentanti le scuole di ogni ordine e grado della Provincia di Pisa. Infatti il loro numero è passato da 1.780 del 2019, a 2.274 nel 2023. In particolare è aumentato il numero degli studenti e delle studentesse con disabilità che frequentano le scuole superiori, tanto che con le sue 763 unità, la Provincia di Pisa si colloca al secondo posto tra le Province toscane ad avere la percentuale più alta di alunni/e con disabilità che riescono a diplomarsi. Si tratta peraltro di una tendenza in controtendenza rispetto al numero totale degli/delle studenti degli stessi istituti, che invece è in diminuzione. Ciò si connota certamente come «un dato positivo», commenta Maria Antonietta Scognamiglio, conigliera provinciale con deleghe alla programmazione della rete scolastica e all’inclusione, dalle colonne di un quotidiano locale (Paola Silvi, Alunni disabili in crescita a Pisa e provincia ma le risorse non bastano, «Il Tirreno», 2 luglio 2023), «perché significa che sempre più ragazzi alle prese con difficoltà e fragilità anche gravi prolungano gli studi», mentre solo un decennio fa concludevano il loro iter scolastico in terza media. E tuttavia a fronte di questa crescita costante – che si traduce anche in una maggiore richiesta di servizi per l’inclusone scolastica – non vi è stato un adeguamento dei finanziamenti erogati dal Governo alle Regioni, e da queste ultime alle Province. Per cui, se gli alunni e le alunne delle scuole superiori della provincia pisana che usufruiscono dei servizi per l’inclusione scolastica (che comprendono, oltre all’insegnante di sostegno, anche l’assistente all’autonomia e alla comunicazione, nonché i servizi di trasporto) sono passati dai 167 del 2018, ai 235 del 2023, anche la spesa è aumentata fino a raggiungere la cifra complessiva di un milione e 750mila euro, mentre i trasferimenti dai fondi nazionali e regionali si sono fermati a un milione e 186mila euro, con una differenza di 564mila euro in meno rispetto al fabbisogno effettivo.

Giusto lo scorso maggio il gruppo di lavoro interistituzionale coordinato proprio da Scognamiglio, è riuscito a siglare un Accordo di Programma tra diversi Enti per favorire una reale inclusione scolastica che miri a valorizzare le peculiarità di ciascuno/a studente (se ne legga a questo link). Un momento importante nel quale ciascun Ente si è assunto precisi impegni per dare concretezza al diritto all’educazione, all’istruzione e all’integrazione sociale degli alunni e delle alunne con disabilità. In specifico l’Accordo di programma ha coinvolto tutti i Comuni della Provincia, l’Unione Valdera, le Società della Salute della Zona pisana, dell’Alta Valdicecina-Valdera, dell’Empolese Valdarno e Valdelsa, l’Ufficio Scolastico Provinciale e le ASL Toscana Nord Ovest e Toscana Centro.

Per fare fronte alle spese scolastiche dell’anno in corso «siamo riusciti a recuperare altre risorse – spiega ancora Scognamiglio alla stampa locale – dalle economie prodotte negli anni del Covid, quando i costi erano “calmierati” dalle chiusure periodiche delle scuole. Come emerge però dai dati e in base alle proiezioni, occorrono risorse ulteriori perché non avremo più la possibilità di riutilizzare economie degli anni passati». (Simona Lancioni)
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