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Giappone, ancora problemi con i risarcimenti per le persone disabili sottoposte a sterilizzazione forzata

07-07-2023 15:29 - News
Un uomo vittima di sterilizzazione forzata in Giappone (secondo da sinistra) manifesta insieme ai propri avvocati contro il silenzio delle Autorità su tale questione (©Ansa).
Le persone con disabilità giapponesi sottoposte a sterilizzazione forzata nel periodo in cui era in vigore la Legge sull’Eugenetica – vale a dire dal 1948 al 1996 – hanno tempo sino all’aprile 2024 per chiedere il risarcimento previsto dalla legge nipponica. Ma ad oggi solo 1000 vittime ne hanno fatto richiesta, e le Organizzazioni impegnate nella tutela dei diritti umani stanno chiedendo che tale termine venga prorogato.

Mentre il Forum Europeo sulla Disabilità (EDF) continua a battersi affinché la sterilizzazione forzata delle persone con disabilità venga criminalizzata in tutti i Paesi dell’Unione Europea (se ne legga anche nel seguente approfondimento), il Giappone continua a fare i conti con gli strascichi della Legge sull’Eugenetica (Eugenic Protection Law), rimasta in vigore dal 1948 al 1996, che impegnava autorità e medici a impedire la procreazione a persone con disabilità fisiche, intellettive o psichiche. Abbiamo già avuto modo di occuparci della situazione giapponese nel 2020, con il testo, a firma di Stefano Borgato, Sterilizzazione forzata e disabilità: una questione sempre aperta. Torniamo a farlo oggi, a seguito di un aggiornamento sul tema pubblicato sul portale «Spazio 50». Nell’articolo a firma di Leonardo Guzzo si parla di un rapporto di ricerca di 1400 pagine attraverso il quale il Parlamento nipponico avrebbe documentato come siano circa 25 mila le persone interessate da una qualche malattia o da una disabilità intellettiva sottoposte a stilizzazione forzata nel periodo in cui la Legge sull’Eugenetica era in vigore. Di queste, i due terzi subirono tale intervento senza esprimere alcun consenso, mentre anche i consensi effettivamente espressi risulterebbero viziati da un’informazione insufficiente. La sterilizzazione forzata, è bene ricordarlo, è un intervento sanitario irreversibile, che comporta una diminuzione permanente dell’integrità fisica della persona, e preclude a chi vi è sottoposto/a la possibilità di avere figli. Oltre agli strascichi per la salute, come i persistenti dolori post-operatori, nel rapporto sono documentate le discriminazioni subite a livello sociale e relazionale connesse alla disabilità riproduttiva acquisita. Tuttavia il rapporto non riesce a spiegare come sia stato possibile che la Legge sull’Eugenetica sia potuta rimanere in vigore per quasi mezzo secolo.

Nel 2019 una Legge del Parlamento di Tokyo ha disposto un risarcimento pari 3,2 milioni di yen (equivalenti a 26.200 euro) per ciascuna vittima di sterilizzazione. Il problema è che il termine ultimo per presentare la richiesta di risarcimento, fissato ad aprile del 2024, si avvicina, ma ad oggi solo 1000 persone hanno fatto domanda in tal senso. Dunque le Organizzazioni impegnate nella tutela dei diritti umani, anche al fine di intensificare la campagna informativa, stanno chiedendo una proroga di tale termine.

Il centro Informare un’h si è occupato in molte occasioni di sterilizzazione forzata delle persone con disabilità, che, è necessario ribadirlo, colpisce in modo sporzionato le donne, evidenziando come anche la situazione dell’Italia sia poco trasparente (se ne legga a questo link). In un recente repertorio, disponibile a questo link, sono raccolte le principali notizie pubblicate dal centro su questo fenomeno e sulle altre forme di coercizione riproduttiva. Com’è ovvio ci sono molti contributi dedicati all’Europa (dove la sterilizzazione risulta ancora ammessa per legge in quattordici Paesi, ovvero: Austria, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Lettonia, Lituania, Malta, Portogallo, Repubblica Ceca, Slovacchia e Ungheria), due al Giappone, uno agli Stati Uniti (da cui risulta che la sterilizzazione forzata è legale in 31 Stati Americani). Scorrendo i diversi testi viene da pensare che riguardo a questo fenomeno tutto il mondo è paese. Un pensiero che fa letteralmente gelare il sangue. (Simona Lancioni)
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