03 Marzo 2024
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Cure locali per bambine e bambini con patologie oncologiche nei Paesi a basso reddito

08-01-2024 17:49 - News
L’équipe dei medici del Marrakech University Hospital, che, grazie ad un progetto della Fondazione Cure2Children e del Rotary Club International di Genova, affrontano gli alti tassi di talassemia e anemia falciforme in Marocco. Essi sono stati formati a eseguire trapianti di midollo osseo, un intervento che ora svolgono in autonomia.
Nei giorni scorsi sono stati presentati nei locali della Camera dei Deputati i progetti di oncologia pediatrica per i Paesi in via di sviluppo promossi dalla Fondazione Cure2Children. Tali progetti consistono nel formare il personale sanitario delle regioni meno abbienti del mondo affinché possa curare sul posto i bambini e le bambine interessati da patologie oncologiche e da gravi malattie ematologiche.


Nei giorni scorsi sono stati presentati nei locali della Camera dei Deputati i progetti di oncologia pediatrica per i Paesi in via di sviluppo promossi dalla Fondazione Cure2Children. Tali progetti consistono nel formare il personale sanitario delle regioni meno abbienti del mondo affinché possa curare sul posto i bambini e le bambine interessati da patologie oncologiche e da gravi malattie ematologiche. L’evento di presentazione è stato realizzato per iniziativa dell’onorevole Erica Mazzetti, ed ha coinvolto Roberto Valerio (membro del direttivo Cure2Children) e Simone Monti (sostenitore della Fondazione e delegato Montebianco Costruzioni).

Costituitasi a Campi Bisenzio (Firenze) nel 2007, la Fondazione Cure2Children non si occupa delle grandi emergenze umanitarie, ma di quelle che devono affrontare quotidianamente le famiglie con figli e figlie affetti da patologie gravi che soffrono e muoiono per la mancanza di cure accessibili nel loro Paese. Per questo motivo l’attività della Fondazione presta molta attenzione alla sostenibilità dei modelli di assistenza sanitaria proposti, e lavora per sviluppare o rafforzare i sistemi sanitari nei Paesi a medio o basso reddito.

«In questi contesti di povertà – hanno spiegato gli esponenti della Fondazione – si registrano migliaia e migliaia di casi di bambini molto piccoli colpiti da cancro o malattie gravi del sangue, a partire dall’anemia falciforme. Eppure, con interventi terapeutici relativamente semplici ed economici, è possibile invertire questa terribile tendenza. Il nostro obiettivo è quello di fornire formazione mirata in loco, per intervenire direttamente e immediatamente sulla qualità della vita di questi piccoli pazienti».

Sotto questo profilo risulta significativa, ad esempio, la vicenda di Manuella-Christiane, una bambina di 19 mesi proveniente dal Camerun, interessata dall’anemia falciforme, che è guarita grazie al trapianto di midollo osseo effettuato in Armenia, presso un centro partner della Cure2Children. Un intervento che, se si fosse intervenuti prima, sul posto, non sarebbe stato necessario (se ne legga a questo link).

I progetti di Cure2Children sono dislocati i tutti i continenti. A Bangalore, in India, è stato allestito un reparto per trapianto di midollo ed oncoematologia pediatrica da 16 letti (se ne legga a questo link). A Jaipur, sempre in India, dove si registra uno dei tassi di talassemia più alti del pianeta, è stato creato il South East Asia Institute for Thalassemia (SEAIT), il primo e unico centro che offre una cura definitiva, ovvero il trapianto di midollo osseo, nel Rajasthan, uno stato con 60 milioni di persone e diverse migliaia di bambini talassemici (se ne legga a questo link). Altri progetti sono stati realizzati a Islamabad (in Pakistan), a Colombo (nello Sri Lanka), a Tblisi (in Georgia), ma anche in Argentina, Afghanistan, Malawi, Iraq e Nigeria.

«La Fondazione Cure2Children – ha dichiarato Simone Monti in occasione dell’evento – porta avanti una missione fondamentale, andando a rispondere a una serie di problematiche sempre più cruciali dei nostri giorni. Come imprenditore quando mi hanno presentato il progetto mi sono subito sentito coinvolto e desideroso di potere dare il mio contributo. Partendo dalla provincia di Prato, il territorio dove ha sede la mia azienda, ho iniziato a portare avanti una campagna di sensibilizzazione verso l’attività della Fondazione, coinvolgendo intorno alle sue iniziative sempre più imprenditori. Adesso voglio esportare la conoscenza di questo modello in tutta la Toscana e anche fuori regione, così da diffondere sempre più il messaggio di solidarietà verso le esigenze pediatriche di bambini nati e cresciuti nei Paesi meno abbienti del mondo». (S.L.)
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