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La Regione Lombardia taglia i fondi per le persone non autosufficienti

08-01-2024 17:47 - News
Particolare di una persona in sedia a rotelle.
La Giunta della Regione Lombardia ha stabilito la riduzione del sussidio per l’assistenza famigliare da 650 a 400 euro mensili per più di 7mila persone con disabilità grave o gravissima a partire dal 1° giugno 2024.La UILDM Nazionale esprime la propria delusione e si unisce ad altre realtà del Terzo Settore nel richiedere un intervento immediato – anche da parte del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali – per poter garantire almeno la continuità degli interventi in atto e non ridurre ulteriormente servizi che già ora sono largamente insufficienti.
Particolare di una persona in sedia a rotelle.

A nulla è valso in queste settimane il lavoro di richiamo di tante Associazioni lombarde nei confronti dell’Assessorato alla Famiglia e Solidarietà sociale: il 28 dicembre 2023 la Giunta di Regione Lombardia ha deliberato all’unanimità il taglio sulle Misure B1 e B2 relative alla disabilità gravissima e grave, finanziate da risorse statali del Fondo Nazionale per la Non Autosufficienza (FNA) e con risorse regionali (Delibera n. 1669 del 18 dicembre 2023). Una decisione che colpisce duramente il sostegno ai caregiver familiari, cioè quelle persone che da sole, ogni giorno, assistono chi ha una disabilità grave o gravissima. A partire dal 1° giugno 2024 infatti, più di 7mila persone con gravissima disabilità che vivono in Lombardia vedranno decurtare da 650 a 400 euro mensili il proprio contributo per l’assistenza domiciliare. Questa situazione coinvolge altre 10mila persone con grave disabilità, che ricevono contributi per la loro assistenza dai Comuni.

«Siamo molto delusi perché in questi mesi abbiamo sottolineato più volte la situazione ma le criticità sono state ignorate – commenta Marco Rasconi, presidente nazionale UILDM (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare) – abbiamo ribadito più volte negli anni che il caregiver è una risorsa fondamentale che ha bisogno di protezione e aiuto: questa Delibera pone in difficoltà chi si occupa delle persone con disabilità e le persone con disabilità stesse, sottraendo risorse a una risposta fondamentale e insostituibile. Ancora una volta le famiglie che hanno a che fare con una disabilità grave o gravissima sono messe in grave difficoltà. UILDM si unisce a AISLA (Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica), LEDHA (Lega per i Diritti delle Persone con Disabilità) e alle realtà del Terzo Settore che si sono già espresse su questa situazione per chiedere un intervento immediato – anche da parte del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali – per poter garantire almeno la continuità degli interventi in atto e non peggiorare ancora».

Stando a quanto comunicato dalla Regione, la parte di contributo economico ridotto verrà convertito in servizi erogati dai Comuni. Un piano di assistenza insufficiente perché tali servizi non possono coprire in modo adeguato i bisogni di una persona con disabilità grave. Un esempio? Il costo orario del personale messo a disposizione dalla Regione ai Comuni, per garantire assistenza igienico-sanitaria a una persona completamente paralizzata, non copre nemmeno tre giorni al mese.

Come è possibile, con dati e numeri di questa portata, poter solo pensare di essere liberi di scegliere come organizzare la propria vita? Dare risposte a queste famiglie e alle persone con disabilità grave e gravissima è un’urgenza sia di ordine pratico e concreto ma anche culturale. Mettere al centro le persone significa garantire prima di tutto la loro dignità. Anche la UILDM lancia quindi l’appello al Ministero del Lavoro e delle politiche sociali perché risponda positivamente alla richiesta di Regione Lombardia di poter rinviare l’attuazione di quanto previsto dal Piano Nazionale per la Non Autosufficienza.



Per informazioni: Alessandra Piva e Chiara Santato e-mail: uildmcomunicazione@uildm.it
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