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Oltre lo sguardo, la musica: con una app le opere d’arte suonano per i non vedenti

14-01-2024 14:08 - News
Collettivo di artisti crea una app già disponibile in 170 Paesi e in 5 lingue differenti. Le opere si trasformano in note e melodie grazie a un algoritmo guidato dall’intelligenza artificiale
Multiart, la nuova app italiana che trasforma i suoni in musica

ROMA – Arte senza confini grazie alla tecnologia: immagini, quadri e disegni che con un clic si trasformano in musica, fruibili anche da chi non può vedere, in particolare bambini e ragazzi non vedenti o ipovedenti. Da Vinci, Van Gogh, Picasso: le opere dei più grandi artisti, ma con esse qualsiasi oggetto o immagine mai realizzato o ancora da realizzare, si libereranno dalle catene delle loro cornici per diventare note e melodie grazie a un algoritmo guidato da un'intelligenza artificiale addestrata da artisti e musicisti. Quest’ultimo permetterà a chiunque, anche a non vedenti e ipovedenti, di “sentire” l’arte in un modo diverso: ciascun utente avrà inoltre la possibilità di costruire la propria opera multimediale, combinando immagini e suoni.

È questa l’idea rivoluzionaria alla base di Multiart, la nuova app tutta italiana – ideata da un collettivo di artisti bresciani e sviluppata grazie a programmatori e finanziatori lombardi – già disponibile per iOS e Android in 170 Paesi e 5 lingue (italiano, inglese, tedesco, francese e spagnolo), in versione gratuita aperta a tutti (da cui sarà sempre e comunque possibile ascoltare un quadro, ma se ne potranno memorizzare solo 3 nel proprio archivio personale) e in versione premium, a 4,99 euro/mese, senza limiti per artisti, professionisti e creator digitali. Il format gratuito di Multiart, con il suo valore ludico e didattico, è dedicato in particolare a non vedenti e ipovedenti e alle istituzioni educative che cercano d’integrare l’arte nei loro programmi didattici per stimolare creatività e apprendimento , chiariscono i promotori in una nota.

La funzionalità principale della app consente di catturare con la fotocamera dello smartphone una qualsiasi immagine (un paesaggio, una foto, un ritratto, un oggetto, un’opera d’arte famosa) e trasformarla in musica tramite l’associazione di colori e suoni. Ciascuna immagine avrà la sua musica, unica e irripetibile: ora anche la Gioconda, la Nascita di Venere, La Notte Stellata e tutte le opere d’arte dei più grandi di sempre avranno voce propria e potranno essere “ascoltate”. Insomma, basta inquadrare l’immagine per attivare l’algoritmo che, in pochi secondi, elaborerà ogni singolo pixel per ricostruire e raggruppare tra loro gli esacromatici (l’insieme dei colori ciano, magenta, giallo, nero, arancione e verde), a loro volta abbinati alle 88 note del pianoforte e a ulteriori 12 matrici, come la base di molte scale musicali, e ancora ai foni delle varie lingue del mondo, fino a comporre una melodia originale, con un potenziale di combinazioni pari a 12 alla ventesima, nell’ordine dei triliardi. È in fase di implementazione la modalità shuffle: ovvero, la possibilità di riarrangiare e remixare la musica creata ad hoc per una singola immagine. Sarà così possibile ascoltare la Gioconda in versione rock, jazz o funk, sulla base della stessa melodia. L'intuizione (brevettata) di Multiart è firmata Fabio Rebuschi, sviluppata in collaborazione con Mauro Maisel Zuliani e Igor Costanzo, oggi insieme nel collettivo The DouglaS MortimerS.

“Vogliamo prendere per mano un bambino non vedente e portarlo agli Uffizi, o in qualsiasi museo, e far sì che possa ascoltare l’arte per la prima volta”, spiegano i The DouglaS MortimerS. Non solo: “L’obiettivo è rendere l’arte accessibile a tutti con un approccio moderno e intuitivo, democratizzare l’arte multimediale, rendendola interattiva per un pubblico globale”. Il riferimento è a tutte le funzionalità della app: trasformare le immagini in musica, creare di opere multimediali personalizzate, galleria online di opere multimediali (una piattaforma dove gli utenti possono esplorare, acquistare o vendere opere multimediali, stanze virtuali per gli artisti (ogni utente ha uno spazio personale all’interno dell’app, dove può esporre le proprie creazioni e interagire con altri utenti). “La nostra app – continuano gli artisti – racconta l’umanesimo digitale. Attraverso un codice di lettura multimediale universale vogliamo umanizzare il web, caduto ormai in mano a haters e nichilismo. Se la bellezza salverà il mondo, lo può fare anche attraverso una app che permetta alle persone di esprimersi, di esplorare l’arte in forma nuova, nel caso dei non vedenti finalmente di sentire ciò che fino ad oggi non era stato possibile vedere: il sorriso di un bambino che non vede è ciò che dà davvero un senso al nostro lavoro. La sintesi del nostro agire: un rinascimento, stimolo per una nuova era di consapevolezza, nella quale sarà l’umanità a sottomettere la tecnologia e non viceversa, al fine di una reale crescita civile e sociale”.

Alla realizzazione della app hanno partecipato più di 50 artisti tra cui, solo per citarne alcuni: il maestro Edmondo Mosé Savio, direttore d’orchestra e già preparatore e direttore di coro per i concerti all’Arena di Verona della band Il Volo; Giuseppe Palma, sassofonista da più di 30 anni docente al conservatorio di Palermo; Miki Borchia, dj e producer di fama nazionale e volto dei Belzebass; Neeli Cherkovski, poeta americano autore delle biografie ufficiali di Lawrence Ferlinghetti, Bob Kaufman e Charles Bukowski; Caterina Borghi, pittrice mantovana ideatrice della rassegna Piccola Parigi, ispirata a MontMartre. Capofila della programmazione il project manager Paolo Baldassare, che ha già sviluppato 24 app di successo tra cui Cibarius, Italy Padel Tour e Sofabis. Il coordinamento della sezione musicale e dei rapporti con la Siae è di Massimo Mitola, dj e producer milanese dal 2014 nel team del Mazoom Lab.
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