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Le osservazioni rivolte all’Italia dal Comitato ONU per l’eliminazione della discriminazione contro le donne

23-02-2024 16:04 - News
Ana Peláez Narváez, presidente ad interim del Comitato ONU per l’eliminazione della discriminazione contro la donna, mentre espone il discorso finale della 87ma sessione il 19 febbraio 2024 (Credit: UN Photo/Manuel Elías).
In occasione della l’87ma sessione del Comitato ONU per l’eliminazione della discriminazione contro le donne, conclusasi il 19 febbraio, sono state rese pubbliche le conclusioni sulla situazione degli otto Stati esaminati, tra cui l’Italia. Il Comitato, tra le altre cose, ha evidenziato la persistenza, nel nostro Paese, del sessismo e degli stereotipi di genere a livello sociale e istituzionale, e si è detto turbato dai discorsi di odio contro le donne e le ragazze LBGTI e le donne e le ragazze con disabilità.
Ana Peláez Narváez, presidente ad interim del Comitato ONU per l’eliminazione della discriminazione contro la donna, mentre espone il discorso finale della 87ma sessione il 19 febbraio 2024 (Credit: UN Photo/Manuel Elías).

Si è conclusa ieri (19 febbraio), a Ginevra, l’87ma sessione del Comitato ONU per l’eliminazione della discriminazione contro le donne, ovvero l’organismo indipendente che monitora l’attuazione della Convenzione ONU sull’eliminazione di tutte le forme di discriminazione nei confronti delle donne (CEDAW), promulgata nel 1979, e ratificata dall’Italia con la Legge n. 132/1985.

Come segnalato nel sito della Sezione italiana del Centro Regionale di Informazione delle Nazioni Unite, la sessione si è chiusa con il discorso finale di Ana Peláez Narváez, presidente ad interim del Comitato ONU, che ha reso pubbliche le proprie conclusioni sulla situazione degli otto Stati esaminati proprio nella sua ultima sessione. Ovvero: la Repubblica Centrafricana, il Gibuti, la Grecia, l’Italia, il Niger, l’Oman, il Tagikistan e il Turkmenistan.

Il comunicato stampa originale con la sintesi delle osservazioni sulla situazione degli otto Stati è disponibile a questo link. Di seguito riportiamo la parte inerente alla situazione italiana.

«Pur accogliendo con favore le misure adottate dall’Italia per eliminare gli stereotipi di genere nei programmi televisivi di informazione e intrattenimento, il Comitato è tuttavia preoccupato per la persistenza del sessismo e degli stereotipi di genere a livello sociale e istituzionale. Il Comitato è stato inoltre turbato dai discorsi di odio contro le donne e le ragazze LBGTI [Lesbiche, Bisessuali, Gay, Transgender, Intersessuali, N.d.R.] e le donne e le ragazze con disabilità. Ha invitato l’Italia ad accelerare l’adozione di una strategia globale per eliminare gli stereotipi sui ruoli e le responsabilità delle donne e degli uomini nella famiglia e nella società, e a garantire le sanzioni imposte dall’Autorità italiana per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) nei casi di utilizzo di un linguaggio discriminatorio nei confronti delle donne e di discorsi di odio.

Il Comitato ha apprezzato la nomina della prima Presidente del Consiglio dei Ministri donna e gli sforzi dell’Italia per aumentare la rappresentanza femminile nei consigli di amministrazione delle società pubbliche.

Tuttavia, ha espresso preoccupazione per il fatto che la rappresentanza femminile sia al Senato sia alla Camera dei Deputati sia diminuita dopo le elezioni del 2022 e che le donne continuino a essere significativamente sottorappresentate come presidenti di commissioni parlamentari e come ministri. Il Comitato ha raccomandato all’Italia di definire una strategia per garantire la parità di genere tra uomini e donne in tutti i settori della vita politica e pubblica e di fornire alle donne una formazione sulle capacità di leadership, sulle campagne elettorali e sulla costruzione dei collegi elettorali per prepararle a candidarsi a tutti i livelli di governo» (grassetti nostri nella citazione) (S.L.)



Si ringrazia Silvia Cutrera per la segnalazione
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