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La tripla invisibilità delle donne anziane con disabilità

06-04-2024 14:29 - News
Uno scatto in bianco e nero ritrae parte del volto di una donna anziana che poggia una mano sulla tempia (foto di Matej su Pexels).
Nei giorni scorsi diverse testate hanno riportato la vicenda, accaduta in provincia di Bologna, di quattro donne anziane interessate da decadimento cognitivo che avrebbero subito violenze sessuali da parte di un operatore della casa di riposo di cui sono ospiti. Quelle che seguono sono alcune considerazioni sul modo in cui la vicenda è stata trattata nelle testate in questione, ed anche sulle (mancate) prese di posizione riguardo ad essa.

Nei giorni scorsi diverse testate hanno riportato la vicenda, accaduta in provincia di Bologna, di quattro donne anziane interessate da decadimento cognitivo che avrebbero subito violenze sessuali da parte di un operatore della casa di riposo di cui sono ospiti. Quelle che seguono sono alcune considerazioni sul modo in cui la vicenda è stata trattata nelle testate in questione, ed anche sulle (mancate) prese di posizione riguardo ad essa.

Le fonti: Bologna, stupra quattro anziane tra 80 e 96 anni nella casa di riposo dove lavora e filma le violenze, questo il titolo dell’articolo a cura di Biagio Chiariello pubblicato su «Fanpage.it» il 25 marzo 2024. Stupra 4 anziane tra 80 e 96 anni nella casa di riposo, arrestato operatore socio-sanitario di 44 anni, titola invece «Il Messaggero» lo stesso giorno (il 25 marzo). È a firma di Noemi di Leonardo il testo pubblicato «BolognaToday» dal titolo Abusa di 4 anziane in casa di cura e filma le violenze (anche qui, stessa data). Risulta datato 26 marzo 2024 l’articolo pubblicato nella cronaca di Bologna de «il Resto del Carlino» dal titolo Choc in una casa di riposo. Violenza su quattro ospiti. Operatore arrestato. Terrificante: stupra anziane e manda i video a un’altra donna, questo il titolo scelto da «News Mondo» per l’articolo (del 25 marzo) di Carmen Pennisi.

La vicenda: un uomo italiano di 44 anni, secondo alcune fonti, o di 46, secondo altre, avrebbe agito violenza sessuale nei confronti di quattro ospiti di una casa di riposo della provincia di Bologna. Le vittime sono donne anziane fra gli 80 e i 96 anni, tutte interessate da un decadimento cognitivo più o meno accentuato, ed incapaci di reagire. L’uomo le avrebbe palpeggiate, anche nelle parti intime, avrebbe filmato le violenze ed avrebbe inviato i video ad un’altra donna, una signora di Imola di 53 anni, che ha sporto querela presso la Polizia di Imola facendo emergere il caso. Anche quest’ultima, inizialmente amica dell’uomo, è poi divenuta vittima di atti persecutori, con telefonate insistenti, messaggi audio minacciosi e, appunto, due filmati che mostravano le violenze ai danni di due delle ospiti della casa di riposo. A seguito delle risultanze delle indagini effettuate dalla Polizia di Imola, la Procura ha ottenuto dal Giudice per le Indagini Preliminari che l’uomo venisse arrestato e condotto in carcere a Bologna. Costui deve rispondere di violenza sessuale nei confronti delle quattro ospiti della casa di riposo, di atti persecutori nei confronti della signora di Imola, e di illecita diffusione di immagini sessualmente esplicite. Secondo alcune fonti l’aggressore sarebbe formalmente incensurato, ma con procedimenti penali pendenti per lesioni, percosse e maltrattamenti in famiglia. Alcune fonti riportano che sia un “soggetto psichiatrico”. Le violenze sessuali si sarebbero svolte quando l’uomo era impiegato nella casa di riposo, prima come operatore socio-sanitario e successivamente come addetto alle pulizie, e dunque nel periodo antecedente a luglio 2023, quando è stato licenziato. Al momento non è chiaro se il licenziamento sia connesso agli episodi di violenza.

Qualche considerazione. Le vittime di violenza sessuale sono donne, hanno una disabilità, sono anziane, ma in nessun articolo si parla di discriminazione multipla risultante da tre fattori: genere, disabilità ed età avanzata. Inoltre nessun articolo evidenzia il tema dell’istituzionalizzazione delle persone con disabilità (anziane o meno), né mette in connessione le violenze con essa, un aspetto che invece è ben chiaro nelle Linee Guida sulla deistituzionalizzazione, anche in caso di emergenza pubblicate dal Comitato ONU per i Diritti delle Persone con Disabilità nel settembre 2022 (e disponibili a questo link). La circostanza, poi, che alcune testate abbiano riportato che l’uomo sarebbe un “soggetto psichiatrico” va ad alimentare lo stigma nei confronti delle persone con disabilità psichiatrica suggerendo che esse siano violente, mentre più frequentemente sono loro ad essere vittime di violenze agite da persone senza alcuna disabilità. Questo riferimento inoltre rafforza anche il pregiudizio che attribuisce i comportamenti violenti a soggetti distinti dalle persone comuni – stranieri, persone con disabilità psichiatrica, appartenenti a particolari gruppi (come le persone indigenti e poco istruite, ecc.) –, mentre tutti i dati in tema di violenza mostrano chiaramente la trasversalità del fenomeno rispetto a qualsiasi tipo di appartenenza.

Ieri (26 marzo) diversi soggetti impegnati nel settore della disabilità hanno opportunamente preso posizione riguardo ad un’altra vicenda, quella accaduta ad Imperia, nella quale otto operatori sociosanitari impiegati in una residenza protetta per persone con disabilità sono stati indagati per aver picchiato alcuni degenti (a questo link l’articolo dell’«ANSA»), ma non sembra che questi soggetti abbiano fatto altrettanto per le donne con disabilità di Bologna, sebbene anch’esse abbiano subito violenza all’interno di una struttura residenziale. Viene da pensare che se in generale le donne con disabilità hanno un problema di visibilità, giacché la loro identità di persone con disabilità tende a sovrastare e occultare quella di genere, l’essere anziana prevale sulle altre due. La donna anziana disabile, non è considerata donna e neppure disabile, abita un altro spazio di invisibilità, quello più trasparente di tutti. Questo fenomeno ha un nome, si chiama ageismo, e sarebbe nostro interesse occuparcene prima di “cascarci dentro”. (Simona Lancioni)
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