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La Commissione europea istituisce il nuovo Comitato di dialogo sociale per i servizi sociali

22-07-2023 14:58 - News
La Commissione europea istituisce il nuovo Comitato di dialogo sociale per i servizi sociali

La Commissione europea ha istituito, il 10 luglio, per la prima volta in oltre un decennio, un nuovo Comitato di dialogo sociale settoriale europeo: il Comitato di dialogo sociale per i servizi sociali.

BRUXELLES - La Commissione europea ha istituito, il 10 luglio, per la prima volta in oltre un decennio, un nuovo Comitato di dialogo sociale settoriale europeo: il Comitato di dialogo sociale per i servizi sociali. L'annuncio segue l'adozione della raccomandazione del Consiglio sul rafforzamento del dialogo sociale nell'Unione europea.

“La Federazione europea dei sindacati dei servizi pubblici (Epsu) e la Federazione europea dei datori di lavoro dei servizi sociali (Social Employers), le parti sociali europee rappresentative che ne hanno fatto richiesta, accolgono con favore l'istituzione del Comitato, che lavorerà per garantire migliori condizioni di lavoro agli oltre 9 milioni di lavoratrici e lavoratori dei servizi sociali nell'Ue”, si legge in una nota.

Il settore della non-autosufficienza e assistenza è uno dei settori in più rapida crescita nell'Ue. Nel 2022, i servizi sociali rappresentavano quasi il 5% della forza lavoro totale europea. Il numero di dipendenti del settore è aumentato del 15,5% in 10 anni, un tasso doppio rispetto alla media dell'intera forza lavoro dell'Ue. Tuttavia, il settore deve anche affrontare grandi sfide, soprattutto in termini di crescente carenza di personale e, allo stesso tempo, di aumento dei bisogni di assistenza di una popolazione che invecchia.

Nella sua Strategia europea per la non-autosufficenza e l'assistenza 2022, la Commissione invita gli Stati membri a investire nella forza lavoro dei servizi sociali e a promuovere la contrattazione collettiva per migliorare l'attrattività del settore e affrontare la carenza di personale.

L'Epsu e i Social Employers collaborano da oltre dieci anni per rafforzare le parti sociali nazionali nei servizi sociali e costruire un dialogo sociale sia a livello europeo che nazionale nel quadro di progetti finanziati dall'Ue.

La richiesta ufficiale per il nuovo Comitato è stata avanzata da Epsu e Social Employers nel giugno 2021, a cui si è aggiunto successivamente il Consiglio dei Comuni e delle Regioni d'Europa (Cemr).

In risposta all’annuncio odierno della Commissione europea, il segretario generale di Epsu, Jan Willem Goudriaan, ha dichiarato: "Il settore dei servizi sociali è stato a lungo caratterizzato da bassi salari, condizioni di lavoro difficili, occupazione precaria e dannosi stereotipi di genere. È ampiamente riconosciuto che il dialogo sociale e la contrattazione collettiva sono una delle soluzioni più importanti. A tal fine, ci aspettiamo che la Commissione stanzi le risorse essenziali necessarie, che comprendono sia l'impegno politico che il sostegno pratico. Vogliamo che questo sia un tavolo di dialogo ambizioso e costruttivo con le nostre parti sociali, i Social Employers e Cemr, per realizzare i cambiamenti di vasta portata che sono necessari."

Gregor Tomschizek, presidente di Social Employers, ha dichiarato: "Se da un lato ci troviamo di fronte a una domanda in evoluzione e in crescita di servizi sociali, dall'altro oggi il settore presenta una significativa carenza di personale. Per attrarre e trattenere lavoratrici e lavoratori qualificati, dobbiamo far progredire la formazione e le competenze, migliorare le condizioni di lavoro e rendere più attraenti i lavori di cura e assistenza. Il dialogo sociale è essenziale in questo processo. Social Employers si augurano una collaborazione positiva e fruttuosa, in quanto parti sociali del comitato di dialogo sociale settoriale per i servizi sociali".

Le priorità del progetto di programma di lavoro del nuovo comitato comprendono in particolare le condizioni di lavoro, l'evoluzione dei posti di lavoro, le competenze e l'attrattività, al fine di fornire servizi sociali accessibili e di qualità. Inoltre, consentirà ai servizi sociali di accrescere le proprie capacità, essere più visibili e contribuire meglio alle politiche sociali pubbliche.
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