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“Sicurezza per tutti, anche in emergenza”: un manuale pronto per l’uso

21-10-2023 15:07 - News
Un momento del Meeting dei Giovani ANPAS dedicato al tema dell’approccio alle persone con disabilità in situazioni di emergenza. Sono ritratte diverse persone bendate (immagine tratta da questo link).
È dedicato al Meeting dei Giovani ANPAS (Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze), centrato sul tema dell’approccio alle persone con disabilità in situazioni di emergenza, il contributo di Stefano Zanut, prodotto nell’àmbito della sua rubrica “Sicurezza per tutti, anche in emergenza” ospitata sul portale «Superando.it». A tal proposito, appare di particolare interesse un manuale realizzato dalla stessa ANPAS, «utile a tutti – scrive Zanut – dai soccorritori professionali a quanti operano nel mondo della disabilità o comunque svolgono un lavoro che potrebbe metterli in relazione con persone che hanno specifiche necessità».


Nel settembre scorso si è svolto a Roma il Meeting dei Giovani ANPAS, l’Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze, che in tale occasione ha messo al centro dell’attenzione il tema dell’approccio alle persone con disabilità in situazioni di emergenza. L’entusiasmo dei molti giovani presenti, infatti, si è messo in relazione con una proposta ben strutturata in termini di contenuti e obiettivi, che ha saputo anche coinvolgere e mettere a sistema le competenze della Fondazione Tetrabondi e della Lega del Filo d’Oro, nonché di altri esperti. La Fondazione Tetrabondi, in particolare, ha proposto il percorso esperienziale di una passeggiata inclusiva capace di mettere i partecipanti a confronto con le specifiche necessità delle persone coinvolte.
«La parola d’ordine – ha puntualizzato Valentina Perniciaro, portavoce della Fondazione – è ribaltamento, soprattutto del concetto di fragilità. Dobbiamo pensare alla persona e non alla sua disabilità».
Dal canto loro, gli operatori della Lega del Filo d’Oro hanno affrontato gli aspetti connessi con l’accompagnamento di una persona sordocieca, un contesto dove «la comunicazione è fatta di sfumature, non solo di aggettivi codificati, di vicinanza e contatto», come ha spiegato Emanuela Storani, invitando anche a riflettere sulla «necessità di dare tempo anche in emergenza per non perdere di vista chi dobbiamo aiutare».
Chi scrive [Stefano Zanut, N.d.R.], intervenendo nelle fasi finali dell’iniziativa, ha portato infine l’esperienza dei Vigili del Fuoco in questo campo, dove «il soccorritore diventa professionista quando sa gestire le risorse che spesso sono le stesse persone».
Un racconto più puntuale dell’esperienza si può trovare nel comunicato diffuso dall’ANPAS (disponibile a questo link), da cui sono tratti anche i virgolettati qui proposti.

Oltre all’importante momento formativo, ciò che ha caratterizzato l’iniziativa è stato anche il materiale proposto ai partecipanti, ora disponibile per tutti online, costituito da tavole illustrate per aiutare la comunicazione «con persone che hanno difficoltà a comprendere il linguaggio verbale, come ad esempio persone con disturbi dello spettro autistico, persone ipovedenti o persone con disabilità uditiva e, perché no, anche per i bambini!».
La copertina del Manuale “Il soccorso inclusivo delle Pubbliche Assistenze ANPAS – Il Quaderno”, e due schede applicative.

Si tratta di un piccolo manuale operativo dal titolo Il soccorso inclusivo delle Pubbliche Assistenze ANPAS – Il Quaderno (scaricabile a questo link), che si apre con alcune indicazioni generali sui sistemi di comunicazione gestuale e tattile capaci di supportare il linguaggio con modalità verbali e non verbali (ad esempio spiega il “metodo Malossi”, senza però sottovalutare strumenti come la scrittura in stampatello a mano e la dattilografia).
A seguire vengono proposte schede con immagini associate a possibili scenari di emergenza, dalle necessità del primo contatto per attivare la relazione (“Ciao”, “Io sono”, “Quanti anni hai?” ecc.), fino alle specifiche problematiche associate alla situazione (confusione, ansia, preoccupazione ecc.) o alle eventuali parti del corpo interessate (fronte, mandibola, petto, arti ecc.).
Tra le immagini vi sono anche quelle dedicate ad aspetti tecnici, come ad esempio l’identificazione di un Vigile del Fuoco o la necessità di mettere un bendaggio o la mascherina.
Alla fine sono ben 97 le immagini proposte, ripartire nel quaderno su 49 schede, a loro volta organizzate in 6 gruppi omogenei (schede di contatto, schede del bisogno, schede della percezione fisica ed emotiva, schede del corpo, schede sanitarie, schede tecniche). Ma c’è anche la versione più operativa che si può stampare in formato A5 e in cui ogni pagina contiene un’immagine con la relativa traccia Braille per le persone cieche. A completare il tutto una guida sull’utilizzo del materiale, rendendo ancora più interessante e coinvolgente l’iniziativa.

Insomma, uno strumento utile per tutti, dai soccorritori professionali a quanti operano nel mondo della disabilità o comunque svolgono un lavoro che potrebbe metterli in relazione con persone che hanno specifiche necessità. Tenerlo a portata di mano, pronto per essere usato, potrebbe essere una risorsa importante nella vita quotidiana, perché, come si può leggere all’inizio del manuale, «immaginatevi in una situazione di emergenza in cui non riuscite a comunicare con chi sta ricevendo soccorso».

Per informazioni: stefano.zanut@gmail.com.

* Stefano Zanut è architetto e direttore vicedirigente dei Vigili del Fuoco del Comando di Pordenone, nonché membro dell’Osservatorio sulla Sicurezza e il Soccorso delle Persone con Esigenze Speciali attivato proprio dai Vigili del Fuoco. Ha al proprio attivo una lunga esperienza in questo campo, che ha condiviso curando numerose pubblicazioni e partecipando a iniziative di vario tipo, tra cui l’attività nell’àmbito di CERPA Italia (Centro Europeo di Ricerca e Promozione dell’Accessibilità) e del CTS del CRIBA Friuli Venezia Giulia (Centro Regionale di Informazione sulle Barriere Architettoniche del Friuli Venezia Giulia). Il presente contributo è già stato pubblicato su «Superando.it», il portale promosso dalla FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), e viene qui ripreso, con lievi adattamenti al diverso contesto, per gentile concessione.
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