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Arezzo, online un nuovo sito per aiutate i/le caregiver

22-07-2023 15:15 - News
In una cucina una caregiver versa una bevanda ad un adolescente in sedia a rotelle (fonte: Fondazione Arezzo Comunità).
Nei giorni scorsi la Fondazione Arezzo Comunità ha messo online un nuovo sito rivolto ai/alle caregiver. Il nuovo strumento ha una struttura snella e intuitiva. Oltre alla parte introduttiva dedicata a spiegare “Chi è il caregiver”, ve ne è una dedicata ai diritti, ed altre due volte ad individuare i riferimenti istituzionali e quelli del Terzo Settore.

Nei giorni scorsi la Fondazione Arezzo Comunità, una realtà che mette insieme pubblico e privato costituita nel dicembre 2021 per volontà del Comune di Arezzo, ha messo online un nuovo sito rivolto ai/alle caregiver. «Il caregiver è una persona che si prende cura di una persona non autosufficiente fisicamente e/o mentalmente, che necessita di un supporto a lunga durata nelle funzioni di vita quotidiana – si legge nell’homepage –. Molte volte il caregiver è un componente del nucleo familiare: figli, coniugi, genitori, fratelli, conviventi. Se sei un caregiver qui puoi trovare informazioni sui servizi e opportunità offerte dalle realtà istituzionali e associative presenti nel territorio».

Il nuovo sito ha una struttura snella e intuitiva. Oltre alla parte introduttiva dedicata a spiegare “Chi è il caregiver”, ve ne è una dedicata ai diritti (I tuoi diritti), ed altre due volte ad individuare i riferimenti istituzionali (Su chi puoi contare), e quelli del Terzo Settore (Le Associazioni).

In merito ai diritti i/le caregivers sono indirizzati al “Punto Insieme”, ovvero la porta di accesso ai servizi socio-sanitari territoriali, descrivendo i servizi offerti ed indicando i contatti. Quindi sono fornite una serie di informazioni sui servizi locali e gli strumenti operativi, familiari a chi opera nell’associazionismo, ma probabilmente non così conosciuti dalla popolazione: il piano assistenziale personalizzato, l’assistenza domiciliare diretta e indiretta, il centro diurno ed i servizi residenziali, informazioni sulle certificazioni di invalidità ed handicap, ecc.

Anche la ricostruzione dei riferimenti istituzionali non è così scontata. Infatti ai riferimenti dell’Assessorato alle Politiche Sociali del Comune e del Distretto Socio Sanitario dell’ASL Sud-Est, è segnalato il Centro di ascolto per il caregiver familiare della Regione, il Garante dei diritti delle persone con disabilità e quello per i diritti degli anziani, entrambi presenti nel Comune.

Non si tratta di uno “spazio statico”, infatti la Fondazione prevede di ampliarne le funzioni e sta già studiando la realizzazione di mini tutorial (brevi filmati) per fornire ai/alle caregiver un supporto nello svolgimento delle attività quotidiane.

Il nuovo strumento a disposizione dei/delle caregiver esprime la volontà di orientare questo segmento della popolazione che svolge un lavoro di grande utilità sociale, ma che fatica a trovare visibilità, riconoscimento, e soprattutto tutele. Ben venga, naturalmente. Suscitano tuttavia un po’ di perplessità alcuni elementi. Che venga arbitrariamente circoscritta la definizione dei/delle caregiver ai soli familiari, escludendo chi svolge le medesime attività di cura pur non essendo un familiare/parente, ed ai soli conviventi, disconoscendo chi presta cure a soggetti con nuclei familiari diversi dal proprio (ad esempio, alcuni/e caregiver di fratelli o sorelle o di genitori anziani). Se vogliamo che il lavoro di cura diventi un’attività condivisa, andrebbe riconosciuto/a e proporzionalmente tutelato/a chiunque effettivamente lo svolge, senza questo tipo di limitazioni. Balza inoltre agli occhi che nel sito venga utilizzato sempre il maschile sovraesteso, ossia che si parli sempre e solo al maschile per indicare anche le donne. Se consideriamo però che la larga maggioranza dei caregiver sono donne, possiamo convenire un’attenzione al genere almeno nel linguaggio sarebbe opportuna. (Simona Lancioni)
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