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Quel margine di autodeterminazione che non può mai essere sottratto a nessuno

14-07-2023 15:45 - News
Una scultura raffigura la sagoma di una persona isolata, seduta, che si regge la testa con le mani mentre i gomiti sono poggiati sulle ginocchia.
La Corte Europea per i Diritti Umani ha stabilito la violazione da parte dell’Italia della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo, per avere inserito una persona anziana in una residenza sanitaria assistenziale nonostante la sua volontà contraria, limitandone i contatti con l’esterno e senza attuare un percorso di revisione di una misura provvisoria. Rammarico viene espresso dal Garante Nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale, le cui ripetute indicazioni sul caso in questione sono state ignorate, ma anche soddisfazione per i princìpi affermati da tale Sentenza.*

«Di fronte a questa Sentenza della Prima Sezione della Corte Europea per i Diritti Umani, che ha stabilito la violazione da parte dell’Italia dell’articolo 8 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo, per avere inserito una persona anziana in una residenza sanitaria assistenziale nonostante la sua contraria volontà, per averne limitato in modo escludente i contatti con i propri riferimenti esterni e per non aver messo in atto un percorso di graduale revisione di una misura adottata in via provvisoria, esprimiamo il nostro rammarico – quale organismo di prevenzione delle violazioni della Convenzione – perché le nostre indicazioni, più volte espresse e oggi richiamate dalla stessa Corte Europea, non abbiano indotto le Autorità responsabili a evitare questa censura nei confronti del Paese»: è quanto si legge in una nota diffusa dal Garante Nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale, dal quale viene tuttavia espressa anche «soddisfazione per i princìpi che tale pronuncia afferma e per la loro possibile futura applicazione in ulteriori casi che, in analogia con quanto avvenuto a Lecco, possano ripetersi in altre situazioni».

Il Garante ricorda infine «di avere cercato a più riprese, come documentato dalla Corte Europea per i Diritti Umani nella pronuncia odierna, di interloquire con le Autorità responsabili affinché le misure adottate venissero gradualmente ridotte e consentissero l’affermazione di quel margine di autodeterminazione che non può mai essere sottratto a qualsiasi persona». (Stefano Borgato)
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