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Il clarinetto in Lingua dei segni, l’omaggio a Renzo Arbore

02-11-2023 11:08 - News
Maria Assunta è una donna sordocieca che canta in Lis "Il clarinetto": un omaggio a Renzo Arbore, da ormai 35 anni testimonial della Lega del Filo d'Oro. «Il nostro lavoro è da sempre orientato a valorizzare le potenzialità di ciascuna persona, andando oltre i limiti tracciati dalla minorazione», dice Patrizia Ceccarani, direttore tecnico scientifico della Fondazione

di Sara De Carli

Pari opportunità e un futuro privo di barriere, in cui il pieno riconoscimento dei diritti sia condizione per un’inclusione reale: questo chiedono le persone con sordocecità e pluriminorazione psicosensoriale nella Giornata a loro dedicata che si celebra, in Europa, il 22 ottobre.

Si tratta di oltre 1,4 milioni di persone in Europa, più di 360mila in Italia pari allo 0,7% della popolazione. Persone spesso che rischiano di essere confinate nell’isolamento imposto dalla propria disabilità, che hanno certamente bisogni specifici (la sordocecità è infatti riconosciuta come una disabilitò specifica, diversa dalla “somma” di cecità e sordità) ma anche un enorme potenziale.

In Italia, ormai dal lontano 1964, c’è una realtà dedicata a chi non vede e non sente: è la Lega del Filo d’Oro, fondata da una donna divenuta sordocieca all’età di sette anni per una mengingite, Sabina Santilli. Lei non solo volle con tutte le sue forze creare un’associazione “per” i sordociechi, che all’epoca erano «i grandi sconosciuti», ma fin da subito intuì l’importanza che questa fosse “delle” persone sordocieche. All’epoca non si parlava di empowerment, autodeterminazione e autorappresentanza, ma in nuce quei concetti nelle intuizioni di Sabina c’erano tutti.

È in questo contesto che nasce l’idea di incidere un brano cantato in Lis. Era un sogno di Maria Assunta, 60 anni, ospite del Centro residenziale di Lesmo (MB), che desiderava fare un omaggio a Renzo Arbore, dal 1989 testimonial e amico della Lega del Filo d’Oro. «Con la musica vibra il mio cuore», dice Maria Assunta. Ci ha lavorato per quasi un anno e il risultato è questo intenso video in cui Maria Assunta canta Il clarinetto di Arbore affiancata da Chiara, che la aiuta a tenere il tempo pur non sentendo la musica. Alcuni segni sono stati inventati per adattarsi meglio possibile al testo.

L’Italia per molti versi si trova indietro rispetto ai paesi europei più virtuosi, perché attribuisce ancora una concezione prevalentemente sanitaria alla disabilità, rendendo centrale la minorazione. La riforma della disabilità legata al Pnrr, su cui si sta lavorando, dovrebbe cambiare proprio questo impianto, cambiando alla radice la visione della disabilità e quindi a cascata la concezione dei servizi e del welfare. Alla Lega del Filo d’Oro si lavora da sempre guardando alla disabilità come al rapporto che la persona con minorazione ha con l’ambiente nel quale vive, considerando la persona nella sua globalità e non per la sua disabilità. Un approccio che mette al centro del proprio modello di intervento, proprio per questo, l’aspetto educativo-riabilitativo. «Ogni persona con sordocecità si relaziona, comunica e sperimenta il mondo in modo diverso», spiega Patrizia Ceccarani, direttore tecnico scientifico della Lega del Filo d’Oro. «Il nostro lavoro è da sempre orientato a valorizzare le potenzialità di ciascuna persona, andando oltre i limiti tracciati dalla minorazione: è un approccio nel quale crediamo fortemente, che abbiamo sviluppato grazie al confronto con le best practice europee sin dalla fine degli anni ’70. Il nostro impegno si fonda sulla convinzione che una persona sordocieca attiva e partecipe possa essere un beneficio per l’intera società».

Il nostro lavoro è da sempre orientato a valorizzare le potenzialità di ciascuna persona, andando oltre i limiti tracciati dalla minorazione
Patrizia Ceccarani, direttore tecnico scientifico della Lega del Filo d’Oro

Nella Giornata europea della sordocecità la Lega del Filo d’Oro riaccende l’attenzione su questa disabilità specifica e complessa, portando avanti il proprio impegno affinché in Italia l’iter per la revisione e la piena applicazione della legge 107/2010 sul riconoscimento della sordocecità non si fermi. «Negli ultimi venti anni, risultati importanti sono arrivati in Europa, con la risoluzione del Parlamento Europeo che riconosce la sordocecità quale disabilità specifica unica, sul piano internazionale, con la Convenzione Onu sui Diritti delle Persone con disabilità e anche in Italia, con la legge-delega 227/2021 per la riforma della materia della disabilità e con la legge 107/10, che riconosce la sordocecità nell’ordinamento nazionale», spiega Francesco Mercurio, sordocieco laureato in giurisprudenza, dipendente della Lega del Filo d’Oro e presidente del Comitato delle Persone Sordocieche della Lega del Filo d’Oro, un organismo consultivo che esiste fin dal 1991 (Sabina ne fu la prima presidente) e che dal 2020, con il passaggio da associazione a fondazione, è entrato nella Statuto della “Lega”.

Restateci accanto, perché, come insegnava Helen Keller, “da soli possiamo fare poco, insieme possiamo fare molto”
Francesco Mercurio, presidente del Comitato delle Persone Sordocieche della Lega del Filo d’Oro

«Ciononostante, i problemi sono ben lontani dall’essere risolti: la legge 107/10, che si faceva carico di applicare la risoluzione del Parlamento dell’Unione Europea in tema di sordocecità, per esempio, è incompleta e inapplicata, mentre la legge-delega che si propone di uniformare il nostro Paese alla Convenzione Onu sui Diritti delle Persone con disabilità, non ha, per il momento, ancora trovato attuazione nei necessari decreti legislativi. Restateci accanto, perché, come insegnava Helen Keller, “da soli possiamo fare poco, insieme possiamo fare molto”».
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