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Amministratori di sostegno condannati per furto, venga istituita una Commissione d’inchiesta parlamentare

01-07-2023 15:20 - News
Alcuni sassi lanciati in uno stagno increspano la superfice dell’acqua con piccole onde concentriche.
Continuano ad accumularsi le notizie di cronaca che riferiscono dei tanti casi di furti commessi dagli amministratori di sostegno che sono stati poi condannati in sede penale. Ne fornisce un triste elenco Diritti alla Follia, un’Associazione che da anni si dedica con particolare dedizione agli abusi commessi nell’applicazione di questo istituto di tutela, chiedendo, contestualmente, una specifica, e ormai «indispensabile», Commissione d’inchiesta parlamentare sui furti ricorrenti.

Gli abusi commessi nell’applicazione dell’amministrazione di sostengo sono uno dei temi al quale l’Associazione Diritti alla Follia si dedica con particolare dedizione. Si deve a loro, ad esempio, l’importante campagna di informazione e denuncia denominata “Se la tutela diventa ragnatela” lanciata nell’aprile 2021; oppure, altro esempio, la proposta di riforma della Legge 6/2004 (la norma che ha introdotto questo istituto di tutela nel nostro ordinamento giuridico) avanzata lo scorso novembre, e disponibile a questo link; oppure, ancora, le tante puntate della rubrica di informazione online “Il diritto fragile” dedicate a questo argomento con testimonianze, confronti e approfondimenti (tutte ospitate sul canale YouTube dell’Associazione). Per capire di quali abusi si tratta rinviamo al testo Amministrazione di sostegno, doveva essere un abito su misura… invece («Informare un’h», 18 febbraio 2022), in questa sede vogliamo richiamare l’attenzione sulla triste casistica di furti commessi dagli amministratori di sostegno che sono stati poi condannati in sede penale. «Basta unire i puntini, ovvero tutti gli articoli usciti sui giornali locali sulle ruberie degli amministratori di sostegno, per capire quanto ormai sia urgente una Commissione d’inchiesta parlamentare», si legge in un comunicato diramato dall’Associazione che reca la firma congiunta di Michele Capano (presidente), Cristina Paderi (segretaria) e Susanna Brunelli (tesoriera).

Questi gli articoli ai quali si riferiscono:

Unione Sarda, Ansa 25 maggio 2023
Amministratore di sostegno ruba 620.000 euro a suoi assistiti. In 8 anni, dal 2012 al 2020, a ben 40 persone. Ha ristrutturato casa, comprato auto di lusso, pagati debiti. Suoi, ovviamente. Avvocatessa, cinquantenne.

Torino Today, 11 giugno 2023
Denaro sottratto ai disabili di cui era tutrice: ex assistente sociale sconta la pena al canile.

Unione sarda, Nuoro, 13 giugno 2023
Rubava i soldi degli assistiti, arrestata amministratrice di sostegno. Confiscati 194.000 euro ad amministratrice e coniuge. Soldi usati per beni di lusso, cure dentistiche, ristrutturazioni di due B&B.

Il Mattino di Padova, 15 giugno 2023
Intasca i risparmi della zia. Amministratore di sostegno condannato a 4 anni. 84.000 ero dai conti della zia ricoverata e nemmeno saldava le rette dell’ospizio. È un giocatore d’azzardo.

La Nuova Sardegna, Oristano, 13 giugno 2023
Assisteva anziani e disabili. Convinse 84 enne a dargli 300.000 euro. Condannato a 6 anni.

Resto del Carlino, 16 giugno 2023
Consigliere comunale condannato perché da amministratore di sostegno del cognato avrebbe trattenuto soldi.

Ansa Sardegna, 13 giugno 2023
Lusso coi soldi dell’amministrato: in cella amministratore di sostegno infedele. Seguiva anche altre 30 persone.

La nuova Sardegna, 14 giugno
La gestione allegra degli amministratori di sostegno. Altri 55 casi al vaglio della procura.

La Nazione, 16 giugno
Professionista alla sbarra. Avrebbe venduto l’auto del suo assistito alla sorella per una cifra inferiore di 5 volte rispetto al prezzo di mercato.

Oltre agli articoli sopracitati, l’Associazione segnala anche il servizio I nostri anziani «sequestrati» da chi dovrebbe proteggerli a firma di Serenella Bettin, pubblicato sul quotidiano «La Verità» (il 19 giugno 2023). «Si tratta della prima inchiesta del genere realizzata da un quotidiano nazionale», osservano da Diritti alla Follia, evidenziando come il servizio non si limiti a trattare «solo di singoli casi più o meno struggenti, o di singole ruberie degli amministratori di sostegno», ma propone una lettura articolata. Che sia il «primo passo perché il tema abusi esca dal recinto dell’informazione di settore?», si chiedono, rilevando come tali questioni siano pressoché ignorate dai media generalisti.

Un altro cenno di cambiamento è rappresentato dal «Canale 81 Lazio», una TV locale, nella quale il giornalista Raffale Di Ronza in pochi giorni ha realizzato e trasmesso diverse importanti interviste sui temi dell’amministrazione di sostegno.

Tutte queste segnalazioni hanno, ancora una volta, lo scopo di informare e sensibilizzare sugli abusi commessi nell’applicazione dei questo istituto, ma anche quello di chiedere una specifica, e ormai «indispensabile», Commissione d’inchiesta parlamentare sui furti ricorrenti. (Simona Lancioni)
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