25 Giugno 2024
visibility
News
percorso: Home > News > News

“Adesso parlo io”, la bella campagna del Centro Antiviolenza di Merano

08-11-2023 17:56 - News
“Adesso parlo io” lanciata dal Centro Antiviolenza di Merano per celebrare i suoi 30 anni di attività. Sul manifesto vi è anche la scritta: «Mi dice che sono malata, incapace, che senza di lui non posso fare niente».
Otto manifesti che rappresentano altrettante storie vere di donne che si sono rivolte al Centro Antiviolenza, storie disponibili anche in forma di ritratti audio accessibili grazie ad un QR code, sono questi gli elementi di cui si compone “Adesso parlo io”, una campagna di sensibilizzazione in tema di contrasto alla violenza di genere lanciata dal Centro Antiviolenza di Merano per celebrare i suoi 30 anni di attività.
Illustrazione che ritrae una donna in sedia a rotelle presente su uno dei manifesti della campagna di sensibilizzazione

«Lui mi dice che non so fare la madre. Mi critica anche su come tengo la casa. Dice che è tutto sporco e mi chiede cosa faccio tutto il giorno. Io so che lui lavora ed è stanco, ma anche fare la mamma e la casalinga è impegnativo. Oggi ho provato di nuovo a parlargli, ma come le altre volte ha ignorato quello che stavo dicendo. Mi ha accusata di essere pigra, di trascurarmi. Ha detto che non si sente più attratto da me. Dice che sono grassa, che faccio schifo. Qualche volta lo urla», è questo uno dei passaggi di una delle storie che fanno parte di “Adesso parlo io”, una campagna di sensibilizzazione in tema di contrasto alla violenza di genere lanciata dal Centro Antiviolenza di Merano – Frauen gegen Gewalt Meran per celebrare i suoi 30 anni di attività. La campagna consiste nella realizzazione di otto manifesti che rappresentano visivamente altrettante storie vere di donne che si sono rivolte al Centro Antiviolenza. I manifesti sono posizionati sulle pensiline delle fermate degli autobus della città di Merano, nel Burgraviato e in Val Venosta dove sono esposti fino al 26 novembre, mentre sono visibili sui monitor del centro commerciale di Lagundo fino al 2 novembre. Le stesse storie possono anche essere ascoltate grazie ad un QR code presente sugli stessi manifesti che consente di accedere a un canale YouTube (raggiungibile a questo link) su cui sono disponibili i ritratti audio realizzati da Martina Dandolo e Elia Zeno Covolan (che hanno curato concept, design e illustrazioni).

«Attraverso le diverse modalità di comunicazione la campagna vuole essere accessibile a pubblici differenti e celebrare tre decenni di aiuto, accoglienza e sostegno alle donne che hanno subito violenza, ma anche di azioni in favore di un cambiamento culturale e di storie di donne di generazioni diverse che hanno fatto un pezzo di cammino insieme – spiegano le promotrici –. Il progetto “Adesso parlo io” unisce queste esperienze e le traduce nei ritratti delle otto donne della campagna che parlano di violenza fisica, psicologica, economica e sessuale, di stalking e matrimonio forzato. Ci raccontano come agisce chi maltratta, perseguita, umilia e viola e le conseguenze per le donne che le violenze le vivono».

I manifesti e i ritratti audio contengono storie di donne altoatesine, donne immigrate, donne anziane, donne con disabilità e giovani ragazze scelte per esemplificare la trasversalità del fenomeno della violenza di genere. «Mi dice che sono malata, incapace, che senza di lui non posso fare niente» si legge, ad esempio, sul manifesto della donna con disabilità motoria. Mentre il suo ritratto audio (disponibile a questo link) fornisce ulteriori elementi utili a conoscere l’esperienza di questa donna. Questo uno dei passaggi più significativi: «Un giorno dovevo iniziare un nuovo ciclo di fisioterapia. La terapista ha detto che la presenza di mio marito non era necessaria. In quel momento io mi sono sentita sollevata. Lui non lo ha accettato facilmente e tornando verso casa in macchina si è arrabbiato molto. Ha alzato la voce con me e mi ha ricordato che senza di lui non valgo niente. Arrivati sotto casa, è sceso dalla macchina, ed è salito in casa quando sa che senza la sedia a rotelle ho bisogno di aiuto».

Sono oltre 3.000 le donne che si sono rivolte al Centro Antiviolenza a partire dal 1993. Mentre nella Casa rifugio, inaugurata nel 1997, hanno trovato accoglienza 864 donne e 866 bambini e bambine. Rispetto a una volta la sensibilità sul tema è notevolmente accresciuta, e le richieste di aiuto sono in aumento.

Anche il sito del Centro Antiviolenza presta molta attenzione all’accessibilità, sia sotto il profilo linguistico (con indicazioni in italiano, tedesco, inglese, francese, croato e arabo), sia sotto un profilo formale, con la traduzione delle informazioni anche in linguaggio facile. “Una vita senza violenza è un tuo diritto” è la scritta riproposta nelle diverse lingue che campeggia sulla schermata iniziale. Un promemoria di cui abbiamo ancora bisogno. (Simona Lancioni)

Per informazioni: info@donnecontrolaviolenza.org
News
L’amministrazione di sostegno, dai numeri alle persone
08-06-2024 14:33 - News
Cassazione: il diritto del beneficiario di amministrazione di sostegno a partecipare alle decisioni che lo riguardano è incomprimibile
08-06-2024 14:32 - News
Amministrazione di sostegno: perché avete portato via la mamma di Giovanna?
08-06-2024 14:31 - News
Un manifesto condiviso per lo sviluppo del welfare culturale
08-06-2024 14:28 - News
[]

Realizzazione siti web www.sitoper.it
invia a un amico
icona per chiudere
Attenzione!
Non puoi effettuare più di 10 invii al giorno.
Informativa privacy
Testo dell'informativa da compilare...
torna indietro leggi Informativa privacy
 obbligatorio
generic image refresh

cookie