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Disabilità, nasce Fondazione di Partecipazione, un ponte tra famiglie e Comuni

31-05-2013 09:38 - Archivio
Centinaia di famiglie in tutta la Valdinievole sono alle prese con le quotidiane difficoltà di ragazzi o adulti portatori di handicap. Da oggi La "Fondazione di Partecipazione", di cui è stato presentato lo statuto, si propone di dare a queste famiglie una grossa mano, assistendo i loro figli in percorsi di progressiva individualizzazione, socializzazione e residenzialità autonoma.La questione è spinosa: molte famiglie non sono in grado di assicurare ai figli disabili assistenze individuali, soprattutto per quanto riguarda la loro vita da future persone. Inoltre molti di questi ragazzi, per motivi prettamente biologici, presto o tardi non avranno più le loro famiglie a sostenerli: la loro progressiva individualizzazione, che la fondazione si propone di avviare, diviene dunque un passaggio fondamentale.La neonata fondazione si avvale del sostegno della "Società della Salute della Valdinievole", presieduta da Daniele Bettarini, che ha così aperto la presentazione: "Lo statuto che presentiamo oggi è frutto di un duro lavoro durato circa sei anni di cui però siamo molto orgogliosi e speranzosi per il futuro".Ha partecipato anche l´assessore alle politiche sociali del Comune di Montecatini, Ennio Rucco, particolarmente sensibile alla questione, dato il suo passato da assistente sociale: "Questa fondazione è di grandissima importanza per la nostra società civile: questi ragazzi non hanno o non avranno in futuro una famiglia su cui contare. I fondi pubblici in questo periodo scarseggiano per tutti ma nonostante questo siamo riusciti a unire gli enti pubblici, come il Comune di Montecatini, con i privati cittadini e gli altri enti privati per fare qualcosa di concreto per loro. Un´operazione di sicuro non facile".La Fondazione, infatti, farà "da ponte" tra le famiglie e i comuni del territorio della Valdinievole, che hanno sottoscritto l´accordo, impegnandosi nella attività di assistenza.Il Comune di Montecatini ha dato il "buon esempio", e ha già messo a disposizione della fondazione un appartamento di sua proprietà, attualmente in ristrutturazione, per le attività dei ragazzi. "Ci sembrava giusto dare un segnale tangibile - ha sottolineato Rucco - sperando che anche altri comuni seguano il nostro esempio". Nel progetto verrà poi inserito anche la "Casa della Speranza" di Uzzano, una casa famiglia recentemente rinnovata dotata di 9 posti letto."La speranza - ha commentato il presidente della Società della salute Claudio Bartolini - è che si venga a creare una rete di luoghi dove questi ragazzi possono avvicinarsi alla vita, diciamo, normale, socializzando e imparando a cavarsela da soli, pur con tutte le difficoltà del caso. E´ un progetto ambizioso, ma quanto mai necessario".Infatti la "Fondazione per la Partecipazione" va a coprire una grande mancanza nel panorama assistenziale valdinievolino: non tanto la rete di assistenza di base per i portatori di handicap, che già esiste, ma di quella che pensi alla residenzialità, all´autonomia nella vita di tutti i giorni di questi ragazzi. Ragazzi che un domani saranno uomini dentro la società civile."La domanda che ci siamo posti è questa - ha affermato Liana Pennacchioni, presidente della Associazione Azzurra e promotrice della Fondazione - : cosa succederà ai nostri figli dopo la scuola? E quando non ci saremo più noi genitori? Con questa fondazione riusciremo ad aiutare i nostri ragazzi nella vita reale, fuori dagli istituti dove si rischia di essere omologati e alienati. Solo così possiamo far crescere, e di moltissimo, la loro qualità di vita presente e soprattutto futura"."I nostri ragazzi sono molto contenti di stare tutti insieme, di uscire - ha commentato Marisa Biancardi, presidente dell´associazione TuttInsieme -. Questa fondazione permetterà loro di avviare il processo di individualizzazione per tempo, programmando le azioni assistenziali in sinergia con la famiglia. Si spera che in molti parteciperanno, donando spazi o fondi. Presto porteremo anche la questione in consiglio regionale, non vogliamo che si faccia finta che il problema non esista".

Fonte: di Francesco Storai

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