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«Caro sindaco, ma di quale malafede parli?»

03-06-2016 14:31 - News
CENTRO DISABILI IL CASO PROVOCA NUOVE POLEMICHE: INTERVIENE PATRIZIA FRILLI DEL ´DIPOI´

«NON CAPISCO cosa significhi ´malafede´. L´incontro in Regione è stato fatto perché sul progetto c´erano criticità ed è stato deciso di rivisitarlo di comune accordo». La presidente del Dipoi (coordinamento toscano delle organizzazioni per il durante e dopo di noi), Patrizia Frilli, replica alle parole del sindaco di Empoli, Brenda Barnini, intervenuta dopo che Autismo Toscana aveva diffuso un verbale relativo all´incontro avvenuto negli uffici dell´assessorato regionale al diritto alla salute con lo scopo di chiarire le posizioni di tutti i soggetti coinvolti e riaprire un dialogo sul Polo delle disabilità da realizzare al Terrafino. «Non ho ben capito a quale malafede faccia riferimento, dato che il verbale della riunione è stato inviato a tutti coloro che vi hanno partecipato, i quali non hanno sollevato obiezioni o fatto pervenire integrazioni. Il fatto che Autismo Toscana abbia pubblicato il verbale sul proprio sito internet è elemento di trasparenza che va apprezzato. Ricordo – continua Frilli – che la riunione del 18 maggio non è stata frutto del caso, ma la conseguenza di alcune criticità del progetto e che abbiamo chiesto di discutere. Ci preoccupava l´ipotesi di realizzare una grande struttura per concentrarvi ben 78 persone con disabilità e localizzata in una zona periferica, quando sia gli indirizzi della Regione che della nuova legge sul Dopo di Noi, vanno nella direzione di promuovere piccole realtà residenziali che mirino a integrare le persone con disabilità nel tessuto sociale, piuttosto che a concentrarle in enclave isolate ».
«DA QUELLA riunione – prosegue la presidente – siamo usciti con una mediazione condivisa, basata sull´accettazione della localizzazione in forza della donazione del terreno sul quale sarà realizzato il centro, ma anche sulla sua ridefinizione in termini edilizi e funzionali in base a una valutazione più puntuale dei bisogni reali delle persone che ne fruiranno. Ecco perché è stato previsto un successivo incontro per entrare nel merito delle singole questioni. Dipoi e Fish Toscana, che erano presenti all´incontro, condividono la preoccupazione rispetto all´approccio che in risposta alle esigenze delle persone con disabilità propone la loro concentrazione in ambienti o contesti ´specializzati´, continuando a trattarle da persone malate e sottovalutandone le capacità e i bisogni relazionali. La medicalizzazione della disabilità è un errore strategico pericoloso. Per questo, educatamente ma fermamente, continuiamo a tenere duro su una visione delle cose che riteniamo più avanzata e rispettosa della dignità delle persone disabili».

Irene Puccioni

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