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APE - Anticipo pensione: cosa cambia per disabili e familiari

04-10-2016 15:47 - News
Agevolata a costo zero l´uscita dal lavoro anticipata per categorie svantaggiate, tra cui i familiari che assistono persone con disabilità

La scorsa settimana è stato siglato l´accordo tra Governo e sindacati per la riforma delle pensioni. Ci occupiamo qui delle misure riguardanti la nuova pensione anticipata, il cosiddetto APE, ovvero l´introduzione di forme di anticipo pensionistico. Va sottolineato che il confronto fra Governo e sindacati per la definizioni dei criteri è ancora in corsa – e lo sarà per il prossimo periodo, ma si può già tracciare un quadro generale dell´APE.

In sostanza, si tratterà della possibilità, per alcune categorie di lavoratori, di accedere in modo anticipato alla pensione, a partire dai 63 anni di età, usufruendo così di uno scivolo di uscita dal lavoro prima dei 67 anni, quelli attualmente necessari al pensionamento di vecchiaia. Vediamo chi può aderire e quali sono le condizioni.

COS´E´ L´APE E CHI PUO´ RICHIEDERLA - Lo scivolo introdotto dall´Ape  permetterà (a partire dal prossimo anno) di anticipare da uno a tre anni  e sette mesi l´uscita dal lavoro per coloro che, lavoratori dipendenti, autonomi o parasubordinati, abbiano compiuto 63 anni e abbiano maturato una pensione "non inferiore a un certo limite" (non ancora stabilito).
 L´Ape può essere di tre tipi:
-    Volontaria: richiesta volontariamente dal lavoratore
-    Social: per lavoratori in situazione di bisogno (per motivi di salute o altro)
-    Aziendale: per motivi legati a crisi aziendale o di turnover dei dipendenti

COME FUNZIONA L´APE – Per andare anticipatamente in pensione, è chiaro che qualcuno dovrà coprire i costi degli anni in cui il lavoratore riceverà la quota anticipata. Le quote saranno coperte attraverso una sorta di prestiti previdenziali da parte di banche e assicurazioni erogati attraverso l´Inps. A coprire quelle quote sarà o il lavoratore stesso, integrando il costo della sua uscita anticipata con una rata mensile  che verrà sottratta alla pensione per i seguenti 20 anni, a partire dal raggiungimento del requisito di vecchiaia, o lo Stato, nei casi in cui il lavoratore appartenga a categorie definite svantaggiate.

ANTICIPO A COSTO ZERO – Stando alle informazioni contenute nel documento, verranno pertanto individuate alcune categorie di lavoratori per le quali lo Stato coprirà la spesa di uscita anticipata: si tratta del cosiddetto Ape Social. Sulle categorie e sul limite di reddito minimo le parti stanno ancora discutendo, per ora sembra che l´Ape Social dovrebbe applicarsi solo a chi ha un assegno sotto i 1.500 euro lordi mensili (1.200 netti) –  ma su questa cifra i sindacati vorrebbero arrivare a 1.650 euro lordi.
Oltre al requisito del reddito, chi sono le categorie ritenute svantaggiate? I requisiti che saranno tenuti in conto per rientrare nell´Ape social dovrebbero essere:
a) disoccupati di lungo corso senza ammortizzatori sociali
b) con gravosità del lavoro (pesante o rischioso) per la quale la permanenza al lavoro in età più elevata aumenta il rischio di infortunio o di malattia professionale
c) con particolari condizioni di salute,
d)i carichi di lavoro di cura legato alla presenza di parenti di primo grado conviventi con  disabilità grave
Il verbale, a questo proposito, specifica che Le categorie di cui alla lettera (b) e alla lettera (c), nonché l´ammontare prefissato del reddito ponte  agevolato saranno individuate dopo un confronto tra governo e Organizzazioni Sindacali.


LAVORI USURANTI – L´anticipo del pensionamento dai 12 ai 18 mesi sarà possibile anche a coloro che si siano dedicati ad attività usuranti nella misura di:
a)    Una o più, per un periodo di almeno 7 anni negli ultimi 10 anni di lavoro
b)    almeno la metà dell´intera vita lavorativa

I COSTI DELLO SCIVOLO - Per tutte le altre categorie che non rientrano tra i soggetti definiti "svantaggiati" lo scivolo avrà invece costi anche considerevoli: per il costo andrà dal 6% dell´assegno- interessi compresi - fino al 20% della pensione per coloro che volontariamente decidono di uscire sfruttando il massimo di anticipo (43 mesi), ma non rientrano in fasce protette.

COME RICHIEDERE L´APE - Quella dell´Ape dovrebbe essere una sperimentazione che durerà due anni (2017 e 2018). Sarà da richiedere all´INPS, che si occuperà di produrre un prospetto di calcolo per ciascun lavoratore, che potrà così decidere se aderire all´anticipo pensionistico.
Per sostenere i costi della riforma delle pensioni, di cui l´Ape fa parte, il Governo metterà in campo sei miliardi di euro in tre anni.

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